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cordone ombelicale neonato

Cordone ombelicale neonato, tutto quello che c’è da sapere

Appena nato, la prima operazione che si pratica sul bambino è il taglio del cordone. Il cordone ombelicale neonato è un tubo composto da una sostanza gelatinosa attraversata da vasi sanguigni che permette il passaggio di sostanze nutritive tra il feto, a partire dall’ombelico del bambino, e la placenta.

Una volta venuto alla luce il bambino, il cordone ombelicale viene tagliato dall’ostetrica a circa 5 cm dalla pancia. Il moncone ombelicale viene quindi legato e si attende che cada.

Cordone ombelicale: quando cade

La caduta del cordone ombelicale avviene di solito nel giro di dieci giorni, ma è possibile che questo periodo si accorci fino a pochi giorni o, al contrario, arrivi alle tre settimane. La variazione nelle tempistiche possono dipendere da svariati fattori, dalla presenza di molta gelatina nel moncone ombelicale fino alla nascita prematura, in ogni caso non c’è da avere alcuna preoccupazione, i 10 giorni di tempo stimati sono una media tra l’una e le tre settimane considerate fisiologiche.

Medicazione del cordone ombelicale

In questi primi giorni di vita il bambino necessita di particolari attenzioni e il moncone ombelicale insieme a lui. Va controllato, pulito e medicato con regolarità, almeno due volte al giorno.

Una volta usciti dall’ospedale o clinica è molto probabile che i neogenitori vengano istruiti dal personale medico e infermieristico sul come comportarsi in attesa di quando il cordone ombelicale cade. Ad ogni modo la procedura per la sua pulizia e sterilizzazione è molto semplice e va ripetuta almeno due volte al giorno.

Una volta cambiato il pannolino del bebè, va pulito il moncone. Spesso il pediatra consiglia qualche prodotto ad hoc, in assenza l’alcol denaturato e acqua ossigenata sono sufficienti per la medicazione del cordone ombelicale.

Con la garza imbevuta bisogna procedere alla pulizia con una soluzione fisiologica della zona del pancino circostante il moncone attorno l’ombelico del mabino, quindi utilizzando una garza e dell’acqua ossigenata si può procedere alla pulizia del cordone ombelicale.  Una volta pulito, va asciugato con cura usando delle garze sterili e quindi avvolto, lasciandolo fuoriuscire dal pannolino, con una garza imbevuta di alcol denaturato. Quando l’avrete sistemato va fissato con una retina ombelicale per evitare che si muova.

È probabile che in questo momento il bambino pianga. Non allarmatevi, se piange non è perché la ferita brucia o perché avete toccato il moncone, a causare il pianto è l’alcol che essendo freddo provoca un’iniziale e passeggero sensazione di freddo al vostro neonato.

Non va scartata l’ipotesi che esca un po’ di sangue dall’ombelico del bambino o dal moncone, se la quantità si limita alle poche gocce non c’è da aver paura, basterà una medicazione a base di mercuriocromo al 2% per evitare rischi. Anche in questo caso può essere opportuno, se il fenomeno si ripete o se il sanguinamento è abbondante, rivolgersi al pediatra per avere il più appropriato consiglio medico.

Cordone ombelicale e bagnetti

Uno dei fattori che possono ritardare la caduta del moncone è l’umidità del segmento di cordone attaccato all’ombelico del bambino; proprio per questo, oltre che per ripararlo dalle infezioni, va tenuto fuori dal pannolino e va avvolto bene. A questo riguarda sarebbe bene evitare per questi primi giorni di vita i bagnetti completi, usando delle salviette e garze inumidite per pulire l’addome del bambino.

Granuloma ombelicale

La cicatrizzazione e la caduta del cordone ombelicale è un processo naturale e indolore ma, anche prestando la massima attenzione, qualche inconveniente può occorrere. Il più frequente è la formazione del cosiddetto granuloma ombelicale.

Per granuloma ombelicale si intende un’infiammazione del tessuto cicatrizzante che si forma quando, tardando la caduta del cordone ombelicale, l’organismo produce più tessuto cicatrizzante del normale, questo, in eccesso, forma una palla, un granulo che poi si infiamma.

La presenza di un granuloma, anche nel caso di cattivo odore o pus, non deve preoccupare, anche questo è un processo naturale. Se allarmarsi è inutile, sottovalutarlo è però pericoloso. L’ideale è rivolgersi al pediatra affinché controlli che il granuloma non nasconda un’infezione.

In caso contrario, è molto probabile che il pediatra si limiti a prescrivere l’utilizzo di nitrato d’argento che nel giro di poche applicazioni farà scomparire il granuloma, è anche possibile, ma non probabile, che il medico associ al nitrato un qualche altro farmaco. Anche in questo caso non c’è da spaventarsi, tutto si risolve in pochissimo tempo e senza dolori o rischi per il bambino.

Nessun pericolo, solo attenzione

Come avete visto gestire il moncone del cordone ombelicale del bambino è molto semplice, basta pulirlo, tenerlo asciutto e al riparo dall’umidità. I rischi, anche in presenza di un granuloma ombelicale, sono minimi. L’unico motivo di preoccupazione è quando il moncone non cade dopo le tre settimane, se esce pus o cattivo odore, oppure se l’addome, specie nella zona dell’ombelico del bambino, risulta arrossata. In questi casi, è per ogni altra evenienza, è meglio rivolgersi ad un pediatra evitando interventi fai-da-te.

Appena nato, la prima operazione che si pratica sul bambino è il taglio del cordone. Il cordone ombelicale neonato è un tubo composto da una sostanza gelatinosa attraversata da vasi sanguigni che permette il passaggio di sostanze nutritive tra il feto, a partire dall’ombelico del bambino, e la placenta. Una volta venuto alla luce il bambino, il cordone ombelicale viene tagliato dall’ostetrica a circa 5 cm dalla pancia. Il moncone ombelicale viene quindi legato e si attende che cada. Cordone ombelicale: quando cade La caduta del cordone ombelicale avviene di solito nel giro di dieci giorni, ma è possibile che…

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